2026 Mappa interattiva dei distretti produttivi

Distretti Produttivi Italiani

STRUTTURAZIONE RISTRUTTURAZIONE E RINASCITA
Sistema

Produttivo

opifici / showroom / outlet
distretti
centri funzionali
sistemi innovazione
Ospitalita'

Accoglienza

centri storici
residenze
degustazione
cultura
sport
Copertura

Dati di ricerca

  • • 114 distretti manifatturieri localizzati
  • • 51 distretti agroalimentari localizzati
  • • Schede PDF aperte su pagina dedicata
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Legenda
Distretti produttivi (blu)
Distretti agroalimentari (viola)
La mappa utilizza OpenStreetMap e Leaflet.
Scenario

Rilancio del Made in Italy

Problematiche
  1. Eccesso di prodotti sul mercato internazionale
  2. Chiusura di attività industriali, artigianali e commerciali
  3. Disoccupazione crescente di laureati e professionisti
  4. Modifica continua di produzioni e servizi
  5. Riduzione della circolazione finanziaria
Questioni
  1. Come far ripartire l'economia e creare lavoro
  2. Rigenerare centri storici, piazze e spazi di esposizione
  3. Definire la clientela e attrarla verso il commercio/artigianato
  4. Rilanciare ospitalità, edilizia e nuove professioni
  5. Dare spazio a nuove competenze informatiche e linguistiche
Soluzioni
  1. Passare dalla tutela individuale a quella collettiva
  2. Dal brand di prodotto al brand territoriale
  3. Dall’azione individuale all’azione di gruppo
  4. Ricreare un sistema di ricerca e sviluppo
Azioni
  1. Rilancio dei distretti produttivi locali
  2. Rilancio dei centri storici e dell’ospitalità
  3. Accorciamento della filiera distributiva
  4. Centri di ricerca per prodotto e diffusione dei prodotti tipici
  5. Riqualificazione di prodotti esclusivi e garanzie di prodotto Italiano
Siti dismessi

Stima regionale unificata dei siti industriali dismessi

Regione Tutelati min. Tutelati stima centrale Tutelati max. Non tutelati stimati Totale siti stimati
Piemonte405570circa 250–500circa 290–570
Valle d’Aosta469circa 10–20circa 14–29
Lombardia6585110circa 500–900circa 565–1.010
Trentino-Alto Adige101420circa 40–80circa 50–100
Veneto324560circa 250–450circa 282–510
Friuli-Venezia Giulia152230circa 70–150circa 85–180
Liguria223040circa 100–180circa 122–220
Emilia-Romagna304255circa 250–450circa 280–505
Toscana354865circa 180–350circa 215–415
Umbria121825circa 50–100circa 62–125
Marche152230circa 80–180circa 95–210
Lazio253548circa 180–300circa 205–348
Abruzzo111622circa 70–140circa 81–162
Molise358circa 20–40circa 23–48
Campania202840circa 180–300circa 200–340
Puglia152230circa 150–280circa 165–310
Basilicata5812circa 30–70circa 35–82
Calabria81218circa 70–140circa 78–158
Sicilia223245circa 180–300circa 202–345
Sardegna223042circa 80–160circa 102–202
Totale delle stime regionali411575789circa 2.740–5.090circa 3.151–5.879
Quadro nazionale sintetico
Tipologia Stima nazionale utilizzabile
Complessi industriali dismessi tutelati500–600
Siti industriali dismessi non tutelati3.000–6.000
Totale nazionale stimato3.500–6.600
Quota potenzialmente recuperabile, ipotizzando il 20%700–1.300 siti
Precisazione metodologica
La somma aritmetica delle singole stime regionali produce un intervallo di 3.151–5.879 siti, mentre la proiezione nazionale generale porta a 3.500–6.600 siti.

La differenza è giustificabile considerando che:
le stime regionali sono prudenziali e non esaustive;
molti siti minori non risultano inclusi nei censimenti disponibili;
la definizione di “sito industriale dismesso” varia tra banche dati, Regioni e procedimenti amministrativi;
un complesso industriale può essere censito come un unico sito oppure come più aree, edifici o particelle;
la forchetta nazionale comprende un margine correttivo per i territori meno censiti.

Per un documento istituzionale è quindi preferibile utilizzare la seguente formulazione:

In assenza di un censimento nazionale unitario, in Italia si può stimare la presenza di circa 3.500–6.600 siti e complessi produttivi dismessi, dei quali approssimativamente 500–600 sottoposti, integralmente o parzialmente, a tutela culturale. La distribuzione regionale proposta ha carattere ricognitivo e prudenziale e dovrà essere progressivamente verificata attraverso i dati delle Regioni, delle Soprintendenze, dell’ICCD e degli enti responsabili delle bonifiche.
Disclaimer. I dati presenti nel seguente catalogo, riguardanti il numero di attività produttive attive per ogni distretto industriale e i servizi ricettivi per ogni provincia, derivano da fonti il più possibile attendibili e verificate, quali: codici Ateco, camere di commercio, database regionali, rapporti e studi di settore regionali, provinciali o commissionati ad enti terzi per conto di enti pubblici o privati. In ogni caso, i numeri possono variare periodicamente in relazione alla chiusura o apertura di nuove attività, perciò devono essere interpretati come un semplice strumento utile per definire al meglio i parametri dimensionali del singolo distretto o polo produttivo. Le immagini presenti a corredo hanno il solo scopo di fornire un’illustrazione, il più possibile dettagliata e coerente, di parte dei processi produttivi e dei prodotti finiti realizzati dal singolo distretto. Tutte le informazioni presenti hanno lo scopo di fornire al lettore un’idea generale, chiara e diretta delle attività principali svolte dal distretto, dei prodotti e servizi offerti e del posizionamento di quest’ultimi al livello nazionale e internazionale.

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